Yes, we Taste

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Secondo giro di giostra – per il sottoscritto – al TASTE di Firenze, appuntamento annuale di golosi, ristoratori, produttore, esercenti presso le officine Leopolda di Firenze. Un evento un pochino diverso da tutti gli altri. Seguitemi

Innanzi tutto la logistica; non lontana dal centro di Firenze, la stazione Leopolda – una vecchia officina ferroviara dall’aria volutamente “sgarrupata” – è stretta e lunga. L’evento si svolge lungo 4 lunghi corridoi, con stand in sequenza a destra e sinistra. Aggiungeteci la folla e capirete come sia facile smarrire la bussola e perdersi in un battibaleno, magari inseguendo una fetta di capocollo.

L’evento è pensato per far incontrare domanda (ristortori, negozianti, distributori) e offerta (produttori davvero di altissima qualità), ma non è ad esclusivo appannaggio di questi (+ stampa). Dopo le 12,30 chiunque può acquistare il biglietto d’ingresso e perdersi in questa fiera di leccornie dove – impossibile negarlo – l’assaggio la fa da padrone.

Buonissimi, davvero, i sughi, le zuppe e le preparazioni tipiche toscane. Pappa al pomodoro, Caciucco, Ribollita, Puttanaio e quant’altro, rigorosamente senza conservanti dell’Osteria dei Ciotti, della linea Alla gusteria.

Ampia e di qualità l’offerta di salumi; si recupera un metodo di conservazione antico, quello della conservazione in cera e allora le salsicce di cinghiale ed i salami felini di Romaniae Terrae finiscono per essere ricoperti di cera biologica. Per chi ha una fame davvero insaziabile, un metro di salame per 1,5 kg di goduria. Matusalam di La Fattoria di Parma.

Per un patito di conserve di pesce, sushi, tartare di pesce come me, questa è l’invenzione dell’anno: tartàre di trota marinata al miele, in tubetto. Da mettere in borsa e tenere sottomano in caso di voglie improvvise.

Carina, originale e colorata l’dea di Luvirie di confezionare marmellate e confetture – ricette particolari ed elaborate – all’interno di lattine per vernice o tubetti per tempere. Birra del borgo invece ha messo la birra nel sapone, assieme a scorzette d’arancia. Un must per l’appassionato brassicolo – sotto la doccia.

Sempre in tema di fermentazioni, buonissime le birre del birrificio Math, tra cui svetta la 16, birra ambrata ai fiori di gelsomino. Molto carine le vignette nelle etichette.

Un po’ di sano Campanilismo … nel senso di orgoglio campano; il Pastificio dei Campi propone i suoi fantasiosi formati – tra cui le calle e i campotti – e le sue paste artigianali “di potenza” – come il mischiato potente. Roba che richiederebbe una laurea per scuocerla.

Allo stand dell’editore Guido Tommasi, un intero tavolo dedicato ai libri di 2 amiche (e un fotografo); splendide fotografie, storie e ricette di cucina laziale, toscana, siciliana e tanto altro ancora. Aldilà dell’amicizia, libri davvero davvero belli.

Nella zona tools – li dove non si mangia e non si beve, ma ci sono tanti accessori per la tavola – una simpatica idea di Altriluoghi. Magliette in cotone biologico, con stampe a caldo con inchostri ricavati da spinaci, caffè, barbabietole. Belle, originali ed eco-sostenibili.

Insomma, vale davvero la pena andare al Taste, almeno una volta nella vita. Magari anche facendo andata e ritorno in giornata. E alla fine potrete dire di aver visto n’duje e coppe che voi umani neanche immaginate …

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3 Risposte to “Yes, we Taste”

  1. E’ sempre un piacere incontrarti in queste occasioni gustose… a presto!

  2. Piacere tutto mio, darling :)

  3. mamma mia…hai la capacità di farmi desiderare il prossimo taste (anche perchè non ci sono mai stata) all’ennesima potenza. Lo dico sempre che devi fare, per lavoro, l’omino delle recensioni sai? ah, a Torino ho visto anche io i salumi nella cera!!!!! Buonissimi!

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