Tutto il panettone minuto per minuto

DICIAMOCELO!!!! Per sentirsi veri foodblogger bisogna cimentarsi almeno un volta nella vita nella preparazione del panettone o altro impasto difficile. Sono esentati coloro che non posseggono adeguata impastatrice. Eh si, perchè è proprio questo il punto; senza impastatrice (tipo col Bimby o altri) FORGET IT.

E dato che oggi mi sento un po’ documentarista un po’ Babbo Natale – o Piero Angela/Bistefani, fate voi – vi giro la sequenza fotografica – commentata – della genesi dei miei 3 bimbi da 1 kg: 48h chiuso in casa.

La ricetta è uno straclassico del web, ovvero il panettone di Adriano Continisio, quello per principianti, che trovate qui. Io neanche la copio; mia unica deviazione dalla ricetta sono la farcitura a base di fichi, datteri ed uvetta, niente canditi ed un spolverizzata di cannella prontamente bocciata all’assaggio casalingo – ma a me piace assai.

Per i miei commenti sulla riuscita … beh, vi tocca arrivare in fondo. E mi raccomando: se vi siete cimentati, fatemi sapere com’è andata, se e dove avete sbagliato. O se conoscete quel trucchetto per la riuscita perfetta. Il panettone è impegnativo !!!!

GIORNO 1

BIGA Appena fatto (h.9.00) e dopo 24h

POOLISH Appena fatto (h.20.00 e dopo 12h – particolare delle bollicine)

Giorno 2

Primo impasto: Appena fatto e al raddoppio del volume

Secondo impasto: “prende corda”

Terzo impasto: appena fatto e lievitato

Quarto impasto – quello più pesante – incordato e farcito

Giorno 3

Io ho usato la via breve per la lievitazione, ovvero lievitazione in luogo caldo dopo il 4° impasto ed ho infornato il mattino seguente.

Le forme pria e poscia

Le forme appena cotte, inferriate e poste a raffreddare a testa in giù

2 forme pronte per il regalo ed una per noi😉

L’impresa è ardua, ma in fondo, meno del previsto. Il mio ha sofferto di un abbassamento di temperatura nella notte – si spegne il riscaldamento condominiale, centralizzato – per cui l’alveolatura c’è stata, ma non bella larga come si addice ad un panettone. La prossima volta, notte in frigo e giorno 3 a lievitare.

Una vera goduria la glassa mandorlata on-top. Sapore buonissimo; anche la spolverizzata di cannella ci stava bene con l’apprezzatissima farcitura – apprezzatissima da chi non ama i canditi – e sono in tanti.

Bravo Adriano ed una bella pacca sulla spalla per me.

15 Risposte to “Tutto il panettone minuto per minuto”

  1. io tutti gli anni mi riprometto di farlo ma poi non riesco mai, devo ammettere di essere intimorita dalla triplice lievitazione ma un giorno proverò, promesso!

  2. Pacca sulla spalla e vigorosa stretta di mano, sei stato bravissimo, per la lavorazione oltre che per la scelta della farcitura! E il tocco di cannella secondo me ci sta eccome!🙂 p.s. l’anno scorso ho fatto il pandoro ” a mano”, hai ragione forget it, forgettissimo!!!

  3. sei troooooppo bravo!
    io in questi giorni sono sequestrato dal lavoro! tutti vogliono tutto prima di chiudere le aziende, quasi come se fosse la fine del mondo!🙂
    marò!

  4. Fabrì, io quest’anno l’ho fatto 2 volte: la prima integrale e la seconda classico.
    Accumulo punteggio??
    Quelli fatti ieri ci hanno messo più di 20 ore per l’ultima lievitazione, mi volevo uccidere e volevo buttare loro giù dalla finestra.
    Ora che mi sono sfogata eccomi a te.
    Chapeu, primo tentativo riuscito egregiamente.
    Se proprio devo dire qualcosa, sennò sembra che ci si incensi sempre, forse li avrei fatti lievitare ancora un altro pochino, o sbaglio?
    Poi, Roby mi ha spiegato che per evitare che i canditi e l’uvetta sulla superficie del panettone si bruciacchino, è meglio non metterli nell’impasto tutti insieme. Per vedere come fa Roby vai sull’ultimo suo post sul panettone, perchè a voce non saprei come spiegarlo.

    L’anno prossimo ti tocca provare con il lievito madre, se vuoi te ne do un po’ del mio.

    Un abbraccio

    P.S.
    Dopo tutti questi panettoni milanesi dopodomani vado di struffoli con la mamma e con la nonna, 3 generazioni con le mani in pasta, sotto gli occhi curiosi di una quarta (il figlio di mia cugina di 2 anni!!!)

  5. Artèteca Says:

    @ noolyta – benvenuta, innanzitutto. con un’impastatrice è meno peggio di quanto si immagini
    @ chara – puoi metterci pure un quintale di olio di gomito … ma non ce la si può fare (a mano)
    @ gio – il panettone è buono pure dopo natale, quando hai meno lavoro😉
    @ lydia – ebbene si, drastico calo di temperatura nella notte m’ha fregato. Per i canditi che potrebbero sbruciacchiarsi, ho evitato la crosta superficiale con la mitica super-glassa mandorlata. Pensa che l’avanzo me lo sono spalmato su carta forno e ne ho ricavato un megasaviardo mandorlato che ho finito in 3 millisecondi.

  6. Davvero niente male, complimenti!

  7. Fabri, allora, ho finalmente aperto i panettoni che avevo fatto nel w.e. e posso finalmente farmi della sana autocritica: poco burro (erano un po’ secchi) e alveolatura migliorabile.
    Ne ho anche omaggiato i nostri amici della Garofalo, ma loro sono troppo buoni!!!

  8. Come sempre bravissimo e grazie per le sequenze. Anch’io quest’anno ho osato ma questa cosa della testa in giù senza stampo da panettone mi perturba😉
    Grazie ancora per il tuo intervento struffoloso e tantissimi cari auguri di buone feste!

  9. Vaniglia Says:

    Ciao Fabrizio, innanzitutto complimenti sei bravissimo e molto chiaro nelle spiegazioni. Leggo questo blog da un pò e ti distingui per la creatività e la precisione.
    Sai che quando ero piccola, 7 anni figurati (ah, gli “amori” infantili !!), avevo un debole per il mio vicino di casa, tuo omonimo, che tra l’altro era un bel pò più grande di me e questa cosa mi ha fatto sorridere, ho detto: forse è proprio lui! Aahahahahahah🙂
    Tornando in tema, mai fatto un panettone.. mi preoccupa la lievitazione.. ma vorrei provarci prima o poi.
    Ancora complimenti e buon anno.

  10. BUON ANNO FABRI!

  11. Artèteca Says:

    @ Adriano – Grazie 1000; ora col Kenwood non mi fermo più
    @ Lydia – già sto studiando per la colomba😉
    @ Edda – facilissimo con i ferri da calza; assicurati che non ci siano bambini / cani di passaggio dove metterai a raffreddare
    @ Vaniglia – Benvenuta … Dato che io sono praticamente un bimbo, mi sa che non ero il vicino di casa😉
    @ Gio – Grazie 1000, anche a te

  12. Vaniglia Says:

    Hey, anche io sono una bimba eh! 7 anni e l’omonimo era adolescente, 15 o al massimo 18, boh, ma non ha importanza, è giusto un ricordo simpatico!🙂
    Complimenti anche per i paccheri soffiati, mangiati in un ristorante a Posillipo tempo fa per la prima volta, vorrei sperimentarli a casa. La cottura è indispensabile? Il ripieno non dovrebbe dare umidità alla pasta e ammorbidirla? Ho paura che cotti siano più difficili da maneggiare.
    Buona serata🙂

  13. Sono a rischio non ne ho mai fatto uno…. ma complimenti non ho pazienza

  14. Artèteca Says:

    I paccheri devi riempirli 2 minuti prima di servirli … sac-a-poche. I miei hanno rsistito quei 15 secondi della foto, quindi non ho esperienza, ma direi che si, potrebbero “ammollarsi”. Sono effettivamente difficili da maneggiare.

  15. Vaniglia Says:

    Thanks! Proverò😉

I commenti sono chiusi.

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