Top of TASTE

Visitatori e successo in aumento al Taste, come dimostrano le foto della fila all’ingresso. Lochesciòn ampliata quest’anno; nonostante l’affollamento, non si registrano momenti di ressa agli stand dove l’offerta incontra – o almeno ci prova – la domanda, con il piacevole mezzo dell’assaggio, se non della degustazione.

Lochesciòn molto elegante, con una sua finta rusticità che ci piace tanto, con angoli aggraziati dall’estro di artisti, ad ospitare i 250 espositori ed il ring su cui sfileranno campioni del pesto e cavalieri della cucina.

Come cantava Luca Carboni, ci vuole un fisico bestiale per 250 assaggi, per cui, escluse le paste – che non si potevano assaggiare – esclusi vini, birre e distillati, di seguito la mia personalissima TOP 5 del TASTE … degustibus !!

OFFICINA BOTANICA PRIMITIVIZIA
Conserve, Trento – www.primitivizia.it

Eleonora e il fratello Giovanni sono fortunati; operano in un territorio fantastico, il Trentino, del quale prendono tutto ciò che la natura mette spontaneamente a disposizione, senza bisogno di coltivazione alcuna, trasformandolo in splendidi sughi e conserve. Come Agreste, un ragù di ortica, oppure le creme di Luppolo o Tarassaco oppure il Buonenrico, lo spinacio di monte. Particolarissime anche le bacche di Cornalia in vino e zucchero, oppure il Mugoli, ovvero resina di Pino Mugo con zucchero, dal sapore forte ed aromatico.

AZIENDA AGRICOLA SELVE VALLOLMO
Norcineria, Poppi (AR) – www.leselvedivallolmo.it

In un’area ancora incontaminata della Toscana, Il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi opera l’allevamento di Claudio Orlandi, maestro norcino; nel suo allevamento, si incrociano le razze autoctone Moro Romagnolo e Cinta Senese con scrofe Large White (razza Inglese) proveniente da allevamenti italiani, grazie ad un programma finanziato da Regione Toscana e provincia Arezzo. Nell’azienda estesa su 165 ettari, ben 65 di questi sono destinati ai maiali, ad 800m sul livello del mare, su un terreno prevalentemente ricoperto di querce e castagni. Il disciplinare di questo presidio slow-food prevede l’integrazione alimentare con soli cereali (soya esclusa) e che il maiale abbia almeno 18 mesi per la produzione e stagionatura di prosciutti. L’azienda produce fantastici prosciutti di cinta e svariati salumi – tra cui la classica finocchiona – e carni fresche.

COOP RAMO D’ORO ACETERIA MERLINO
Aceteria, Castelnuovo D.B. (AT) – www.ramodoroaceteriamerlino.com

Radicamento nel territorio e riproposizione in chiave moderna di prodotti tradizionali, recupero dell’aceto nella preparazione di salse acetiche o nella frollatura delle carni, come mi spiegano la sig.ra Silvana e il mastro acetaio Sergio Merlino. A partire dall’ippocrasso, un antico vino speziato ad uso medico, riproposto in aceto (con un bouquet di spezie fantastico) e in vellutata per formaggi. Interessanti anche gli aceti di miele e di birra, oltre a quelli di monovitigno, come l’aceto di nebbiolo o di barbera e lo “storico” 4 Ladroni, un aceto aromatizzato, risalente al ‘600, citato anche dal Manzoni ne I promessi sposi. Interessanti le confetture di uve moscato o le vellutate di ippocrasso, di pere e moscato o di fiori di sambuco, per accompagnare i formaggi.

CIOCCOLATERIA ANTONIO CALOSI
Cioccolato, Empoli (FI) – www.antoniocalosi.com

La pasticceria cioccolateria di Antonio Calosi e Gianna Gagliotti in Empoli è giovanissima, nonostante la trentennale esperienza di Antonio. Sono rimasto colpito dalla bellezza delle preparazioni al cioccolato, ma parlando con Antonio ho scoperto e assaggiato abbinamenti davvero sorprendenti come i cioccolatini Anice stellato, liquirizia e miele, o Rosmarino e caramello, Arancia e pepe malagetta (un pepe Indiano) e Vaniglia e pepe kubebe (un pepe Asiatico).

AMARCORD
Conserve, Goito (MN) – infoamarcord@libero.it

Modenese di nascita e mantovana d’adozione, Antonella Balestrazzi, assieme al marito, porta avanti il mix di tradizioni mantovana e modenese incentrato sulla qualità delle sue lavorazioni: aceto balsamico, condimenti invecchiati, miele e delle mostarde sorprendenti, ottenute da lavorazioni manuali della frutta fresca, rispettose della tradizione con ingredienti di prim’ordine – come le mostarde alla mela cotogna, alla pera, zucca o cipolla – e anche abbinamenti inconsueti – come fichi e mandorle, mele mandorle e fave di cacao, pere e noci – fino ad una classica frutta mista, un vero trionfo cromatico.

 

10 Risposte to “Top of TASTE”

  1. A me è piaciuta da morire la focaccia veneta di fraccaro, penso di averne mangiato un quantitativo da far vergogna.
    Poi i salumi di Nogara e di Falorni (qui c’è anche un fattore emotivo).
    E sarò banale, ma la marmellata di albicocche del vesuvio di Casa barone è la guerra.
    Poi mi ha fatto immensamente piacere vedere i limoncelli del convento, sono astemia, ma stanno a pochi metri da casa mia, quindi trattasi di puro campanilismo

  2. Altre cose che mi hanno colpito: i “pestati di Bacco” della ditta Ursini, soprattutto quello di cipolla e pecorino; la palamita dell’azienda Colimena di Avetrana, la spettacolare ricotta candita di Rizzati (Ferrara) che (mannaggia a me) non ho comprato.

  3. Ragazzi, ma la battuta di Zivieri ce la siamo dimenticata?????

  4. Hai ragione pure tu!

  5. Vedo che avete preso appunti pure voi😉

  6. Fabrì, però manco una parolina spesa per il tuo nuovo amico del cuore😉

  7. Ma questo post era dedicato agli stand che più mi erano piaciuti in termini di piacevoli novità.

  8. Vabbè, un semplice salutino glielo potevi mandare

  9. Fabrizio, rimpiango di non essere venuta a Firenze. Grazie per la bella carrellata
    di news.

  10. Sono d’accordo con Giovanna e Lydia un salutino al tuo nuovo amico era dovuto, se no sinkazzen!😉
    P.s. X me il meglio di #Taste siete stati voi e Lisa! Per non parlare della pasta Simona!

I commenti sono chiusi.

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