No … la pastiera no!!

Quand’ero piccolo non la sopportavo, nonostante mia nonna – preparatrice ufficiale di pastiere per la famiglia – si industriasse, frullandomi il grano, levando i canditi, sostituendo l’acqua di fiori con essenza d’arancia … ma niente, non c’era verso che io potessi mangiare  la pastiera., proprio non ce la facevo; come questa bimba qui:

Oggi mi riesce davvero difficile dire di no ad una fetta di pastiera, specie al mattino, per colazione, a stomaco vuoto. Anche perchè è uno di quei dolci che migliora col tempo; a mio parere, raggiunge il suo apice 2 gg dopo averla sfornata. 

Di ricette per la pastiera ce ne sono 77.900 secondo Google, per cui lungi da me fornirne una nuova, ma ve ne segnalo 2: qulla di Cristina Lontananza, che trovate qui, e quella di Sonia Peronaci che trovate qua; quest’ultima con tutti i passi ben spiegati e fotografati.

Quella di Cristina rappresenta invece – a mio modesto parere – le dosi giuste. Eh si … perchè poi la discussione verte su quanto si “senta” il grano – si deve sentire, eccome –  su quanto sia alta la pastiera – a me piace alta – se ci vada l’acqua di fiori o qualche altra essenza – acqua di fiori forever – se ci vada o meno la crema – assolutamente no – sul tipo di canditi – solo cedro e zuccata (niente arancia) – se sia abbastanza umida o troppo secca – deve essere umida.

Insomma, quei temi filosofici che tanto stanno a cuore ai napoletani. Ma come non capirci … di fronte a certe atmosfere … 

Non vorrete mica mettervi a parlare di politica, o del tasso Euribor che, salendo, sta dando la stretta finale al credito alle imprese e ai mutui delle famiglie, o della monnezza che è li, basta girare lo sguardo?! Ma noooo, si discute di pastiera, del miglior ragù, della pizza di quel pizzaiuolo o del caffè di Ciro a Mergellina!!! E di quei 2 gol presi dall’Udinese …

Il sommelier di Callmewine consiglia …

La pastiera, come la maggior parte dei dolci di tradizione partenopea, ha una forte connotazione dolce, accentuata dall’acqua di fiori d’arancio e dai canditi. Si tratta di un dolce consistente e ricco di sostanza, anche se dagli aromi vellutati e delicati. Il vino ideale è un vino dolce che abbia un buon corpo, con una vena fresca abbastanza marcata in modo da bilanciare la dolcezza e con sentori profumati che richiamano la zagara e gli agrumi.

Verduzzo “Pass the Cookies” Di Lenardo 2009

Passito di Moscato di Noto Planeta 2008 

BUONA PASQUA A TUTTI

6 Risposte to “No … la pastiera no!!”

  1. il mio è un commento strettamente tecnico: sto sbavando! ciao fabrì

  2. maria scannapieco Says:

    Fabrizio io le ho fatte, ne ho sfornate ben quattro a detta dei miei amici che l’hanno assaggiata è buonissima!!!! saluti e Buona Pasqua

  3. Quando, da piccola, mio padre portava a casa la pastiera (di pasticceria pugliese che comunque non è come quella napoletana), tutti sembravano impazzire e io non capivo perché. Tutti dicevano che era buonissima, ma a me proprio non piaceva. Sono golosa e non lascio mai un dolce, lo mangio sempre tutto. Ma la pastiera…no.
    Adesso ti dico solo che ho fatto colazione con una fetta di pastiera e una di pigna, arrivate fresche da Marcianise🙂. Che bel risveglio.

  4. 😀 non mi ricordavo queta scena!
    un abbraccio e Buona Pasqua!
    anch’io ora la mangio molto volentieri, più di quando ero bimbo🙂

  5. Bene bene … allora non sono l’unico che l’ha apprezzata da adulto … come la cassata (un classico nataliaizo sulle tavole Napoletane – perchè? Mah).
    AUGURI A TUTTI e buon 25 APRILE

  6. Condivido tutto: il grano si deve sentire (altrimenti che pastiera è??), alta (prolunga il piacere), acqua di fiori (per me è il profumo della Pasqua), niente crema (non c’azzecca!!), solo cedro e zuccata (l’arancia striderebbe con l’acqua di fiori), umida (il giusto, visto che è alta, se fosse pocco umida sarebbe decisamente poco appetibile!)

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