Ispirazione Gordon

Vabbè, ve lo dico, a me Gordon Ramsay fa vermente morire dal ridere, specie quando sbrocca con i poveracci che gli capitano a tiro in Hell’s Kitchen. Però, la trasmissione che più mi piace è Kitchen Nightmares, in cui tenta di risollevare i ristoranti che stanno per naufragare. Tutto questo preambolo per dire che ogni tanto vado a sbirciare su youtube spezzoni dei suoi programmi e per caso mi sono imbattuto in questa ricetta.

Petto d’anatra glassato al miele al tartufo e aceto balsamico, puntarelle

Ho seguito la “chiarissima” spiegazione dello chef, praticando inizialmente gli intagli sulla pelle. Per la cottura al rosa, ho lasciato 7 minuti dal lato della pelle – croccantezza perfetta della pelle – e 4 minuti dall’altro lato.

Ho sostituito la salsa di soia con aceto balsamico, perché mi intrigava di più la nota dolce rispetto a quella sapida della soia.

Ho completato l’impiattamento con una pennellata della riduzione e le puntarelle condite solo con sale ed olio – non è il caso di caricare il piatto anche con l’acciuga e l’aglio tradizionali nel condimento delle puntarelle.

Il sommelier di Callmewine consiglia:

Questo piatto unisce la ricchezza aromatica del magret, taglio nobile dell’anatra dal sapore distintivo, alle note agrodolci e profumate dei condimenti, in grado di dare consistenza al palato. La grande succulenza originata in cottura si accorda perfettamente a vini di buona tannicità e tenore alcolico, in grado a loro volta di alleviare la succulenza data dal miele e dall’aceto balsamico. La glassatura creata proprio da questi ultimi due ingredienti si segnala per una spiccata tendenza dolce, a cui si accordano invece vini freschi e con buona sapidità. La nota tartufata introduce aromaticità, con sentori di sottobosco, e una leggera speziatura che si accompagna con vini morbidi e rotondi, adatti tra l’altro anche a bilanciare l’aceto balsamico e i sentori amarognoli delle puntarelle. Consigliamo quindi un vino tannico, sostenuto da un buon grado alcolico e dai profumi ampi, meglio se con una leggera mineralità di fondo. Interpreta bene queste caratteristiche il Biferno Riserva Ramitello Di Majo Norante, uvaggio di Montepulciano e Aglianico corposo e dai tannini evoluti, con piacevoli note balsamiche e un lungo finale speziato. In alternativa il Sassella Riserva Rainoldi, Nebbiolo della Valtellina con una struttura tannica ugualmente compatta, ma con richiami fruttati e floreali più spiccati e una delicata vena minerale.

Biferno Ris. Ramitello Di Majo Norante 

Sassella Ris. Rainoldi

7 Risposte to “Ispirazione Gordon”

  1. lo trovo un po’ “inglese”, ma simpatico molto!
    ottimo piatto

  2. Ho tutto, tranne l’anatra, mi sa che lo provo… e mo mi vado a vedere gordon… ;-))

  3. Giò, mi sa che sei rimasto solo tu a leggere ‘sto blog😦

  4. Beh, anche le puntarelle glassate hanno il loro perchè😉

  5. sono alla ricerca disperata del petto d’anatra…

  6. No, cioè, mi vuoi dire che mangeresti carne dopo aver visto questa ricetta?

  7. ciao fabbri!! intanto grazie per la ricetta che ho provato, con qualche modifica. Stasera modifico ulteriormente (marinatura di qualche ora in olio evo + aceto balsamico con bacche di ginepro, finocchietto selvatico, rosmarino e salvia). Faccio cuocere il petto dalla parte della pelle, in tegame col coperchio, a fuoco molto basso coprendo con cipolla bianca a fette molto sottili. poi ti faccio sapere…

    ps il petto d’anatra lo trovi facilmente sottovuoto da panorama

    grazie!!! ciao simo

I commenti sono chiusi.

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