Uno scrigno di sapori: Casa del nonno 13

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“Dobbiamo assolutamente andare da Raffaele Vitale, è un pezzo del mio cuore”. Questa la premessa di un’amica … con una frase del genere non potevo fare a meno di accompagnarla, insieme ad una truppa di altri 5 blogger. Destinazione: Sant’Eustachio di Mercato San Severino.

Mi rendo conto, il luogo non è arci-noto, ma si tratta di una piccola – e non la rimpiangerete – deviazione nel vostro viaggio verso sud, nel pieno dell’agro-nocerino, zona a vocazione agricola con grandi eccellenze. Il ristorante è ricavato in un fascinosissimo vecchio deposito semi interrato, rinfrescante e rinfrancante, specie quando fuori il caldo estivo è soffocante.

La carta delle vivande è saldamente ancorata nella tradizione campana, con la possibilità di scegliere percorsi degustazione a partire da 35€ per il menù anticrisi.

Noi ci siamo affidati allo chef, che ci ha aperto le danze con la variazione di bufala, un trittico di fritti con mozzarella di bufala, pomodoro e basilico. A seguire, la variazione di baccalà, marinato, fritto e mantecato, una simpatica melanzana ricostruita, con carne, polpa di melanzane e la buccia essiccata della melanzana usata come panatura. E la fantastica parmigiana di melanzane servita nel vasetto. Si potrebbe litigare per decidere chi debba finirla al cucchiaio, tanto è buona.

Potrà sembrare banale, ma tra i primi non ci siamo fatti sfuggire lo spaghetto al pomodoro; una salsa di San Marzano – coltivato in zona – di un sapore veramente intenso; uno splendido esempio di come possano bastare degli ingredienti essenziali e di gran qualità per fare un gran piatto.

Proseguiamo con la zuppa di zucchine e fiori, altro richiamo al territorio, e con i ravioli di genovese e fonduta di pecorino, affondo golosissimo nella tradizione. La guancia brasata con riduzione di porto e ciliege è eseguito alla perfezione e se avessi uno stomaco più capiente ne ordinerei un’altra porzione. Chiudiamo con un gustoso sorbetto e delle piccole re-interpretazioni di dolci campani.

A fine pasto riusciamo anche a fare 2 chiacchiere con lo chef, che ci mostra la sua cantina dove affina salumi e formaggi, la salumeria gourmet di fianco al ristorante e facciamo un salto in cucina.

Validissima la proposta gastronomica di Raffaele Vitale, devo dar ragione alla mia amica; Casa del nonno 13 è un vero e proprio scrigno. Uno scrigno nella costruzione, uno scrigno di memoria, uno scrigno di sapori. Ed il rapporto felicità / prezzo è davvero favorevole.

Casa del nonno 13 – Via Caracciolo, 11
Sant’Eustachio di Mercato San Severino (Sa)
089.894399 – 3336010874

6 Risposte to “Uno scrigno di sapori: Casa del nonno 13”

  1. Felicità/prezzo mi piace, e adoro Raffaele, magnifica persona che ti fa sentire a casa (del nonno🙂.)

  2. Maurizio Cortese Says:

    Casa del Nonno 13 è secondo me una delle esperienze gastronomiche più interessanti da fare in Campania. Eccelle in tutto, dalla splendida struttura ai prodotti e non per ultimo il conto induce al ritorno in tempi brevi!

  3. Serena Says:

    Daccordo su tutto!!!Un punto in più? LO STAFF…..

  4. io che ho assaggiato alcune sue cose alle Strade della Mozzarella, non posso non ivnidarti questa cena!! Deve essere stata strepitosa! gli spaghetti al pomodoro devono essere qualcosa di unico (parlava con molto amore dei pomodori riportati a nuova vita🙂 ) Ecco…prima o poi devo andarci..magari insieme a un nutrito gruppo di blogger🙂

  5. Hai un blog stratosferico, non capisco perché sia così poco frequentato…..

  6. Grazie Alda, la verità è che sono un timido che non bazzica molto i lidi altrui🙂

I commenti sono chiusi.

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