Ritorno sui banchi (di cucina)

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Quest’anno mi sento come se dovessi tornare a scuola, per continuare ad imparare – che poi in cucina è sempre divertente. E anche per questo ho aspettato metà settembre, con la riapertura delle scuole. Bisogna riprendere il ritmo e non affaticarsi troppo all’inizio, per cui parto con una pasta semplice semplice, mari e monti – in realtà mare ed orto – utilizzando due prodotti che sanno ancora d’estate.

La linguina pescatrice e peperoncini

Un piatto di una semplicità imbarazzante, ma che regala grosse soddisfazioni. Dei peperoncini verdi – o firggitelli o peperoncini di fiume – non amo la presenza dei semi, per cui li ho ridotti a julienne; li ho poi saltati in padella con un filo d’olio ed uno spicchio d’aglio.


Ho preparato una dadolata di pomodorini che ho condito con timo, sale ed un filo d’olio e ho messo da parte. Il filetto di pescatrice è stato cubettato e saltato velocemente in padella con aglio e olio, per poi unirvi la dadolata di pomodoro, spadellando ancora per 3 minuti. A ma piace lasciare il pomodoro semi-crudo.

Ho unito poi i peperoncini precedentemente spadellati, facendo andare per un altro minuto ed infine ho scolato le linguine al dente, spadellando per bene per mantecare col sughetto.

E sotto, il piatto blu, perché il mare è sempre li … basta volgere lo sguardo. Benritrovati!

Il sommelier di Callmewine consiglia:

Questo piatto racchiude dentro di sé un ventaglio di sapori davvero unico: il profumo del mare, portato dalla rana pescatrice, si integra ai sentori mediterranei del pomodoro e del peperoncino verde, donando fantasia e colore alla preparazione. Pertanto, è necessario trovare un vino capace di soddisfare tutte le diverse anime di questo piatto, dotato di buona personalità e struttura. La tendenza dolce, caratteristica tipica dei primi a base di pasta, è arricchita dalla presenza della rana pescatrice e dai peperoncini verdi, tipicamente piccoli e dolci, e richiede un vino dotato di freschezza e buona sapidità. Non va però sottovalutata la vena acidula della cruditè di pomodoro, ingrediente fondamentale per valutare l’abbinamento migliore, che va contrastata con un vino morbido e profumato. Il timo dona una vena speziata al piatto e accresce l’esigenza di un vino dotato di aromaticità e struttura. Per questo, ci sentiamo di consigliare un vino bianco davvero intrigante, capace di bilanciare le diverse anime del piatto, fresco e al tempo stesso dotato di un’ottima morbidezza : un Verdicchio, grande vino bianco delle Marche, ci sembra davvero perfetto! Un’alternativa per i più originali? Una bollicina, meglio se Metodo Classico in grado di bilanciare la struttura e l’aromaticità del piatto. Un Franciacorta, magari un Satèn, saprà stupire anche i più esigenti!

6 Risposte to “Ritorno sui banchi (di cucina)”

  1. Benritrovato a te!

  2. La semplicità paga sempre, ancor di più quando si usano ottime materie prime. Questo spaghetto è ideale per le ultime cene da terrazzo…accompagnato, per mia preferenza, da un bicchiere di Franciacorta
    Bentornato🙂

  3. Bellissima e immagino buonissima!!!

  4. bentornato!🙂

  5. spettacolare……

  6. Non solo non tradisci le tue origini ma mantieni sempre alta la personalità anche in un piatto lineare come questo (scelta del pomodorino semicrudo ad esempio), strizzando un occhio all’eleganza con la presentazione.
    Less is more in un piatto molto più difficile di quello che si pensi una volta portato al palato.
    Bentrovato🙂

I commenti sono chiusi.

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